Gian Giacomo Parigini
Tra note e colori

Ero giovane e inconsapevole ma con dei grandi maestri ad indicarmi l’impossibile

Queste le dediche che mi hanno fatto nel periodo romano Schifano, Festa, Angeli, Peikov e altri quando si stava insieme a parlar di vita per ragionar di morte in Trastevere.

i colori della mia vita

Alcuni miei lavori dal 1977 ad oggi, dal periodo surrealista a quello informale al mio naturalismo onirico.

Laboratorio sulla natura e gli spazi urbani

Fagocitato dalla modernità dell’ambiente urbano, traumatizzato dai rumori, scosso dalla frenesia collettiva, l’uomo si sente prigioniero di un luogo ostile. Lo ricordano gli alberi cittadini che vengono progressivamente stretti dal cemento in una morsa che li priva dello spazio e dell’aria. Una momentanea anestesia del dolore, la può offrire la natura, una precaria via di fuga, un momento di attonita sospensione, l’intuizione di quell’antico equilibrio in cui si poteva sperare nella felicità. Minacciato dalle guerre e dalle calamità, l’uomo rischia di perdere tutto, non solo la Terra ma anche la sua memoria. Solo gli elementi naturali, la flora e la fauna, continueranno sempre la loro evoluzione perché spettatori indifferenti e docili ai mutamenti dell’ambiente e della storia.